Pianeta malato? «Il conto lo pagano i poveri»

Incontro-dialogo al centro Chiavacci con il fisico Luca Fiorani e il filosofo Leopoldo Sandonà

«È necessario non lavorare più come singoli ma in rete. Insieme possiamo essere un’onda che crea coscienza. Soprattutto nei confronti dei nostri politici e amministratori. Una coscienza che riesce a legare tutte le comunità, dalle parrocchie alle scuole, alle associazioni. Il Papa ci ha dato un’opportunità da cogliere attraverso la “Laudato si”. Sentiamoci custodi della nostra terra e uniamo le forze soprattutto come comunità cristiane, lasciandoci coinvolgere in azioni concrete di impegno, di cura e di rispetto del nostro ambiente».

Questa secondo don Paolo Magoga, responsabile dell’Ufficio di Pastorale sociale e del Lavoro, la sintesi dei lavori emersa all’incontro dal titolo “Una rinnovata coscienza per osare percorsi di responsabilità” svoltosi domenica 12 ottobreal Centro di Spiritualità e Cultura Don Paolo Chiavacci” di Crespano di Pieve del Grappa. I relatori intervenuti sono stati Luca Fiorani docente di Didattica della Fisica presso l’Università di Roma Lumsa e ricercatore Enea a Frascati, e Leopoldo Sandonà docente di filosofia presso l’Istituto di Scienze Religiose di Vicenza, facoltà teologica del Triveneto. Ha moderato il giornalista Umberto Folena.

«La grande sfida culturale – ha sottolineato don Magoga – inizia anche da questa casa intitolata a don Paolo Chiavacci, dal nostro desiderio di non lasciar perdere, di non mollare. Sono davvero contento di vedere presenti oggi anche insegnanti e ragazzi perché proprio la scuola è il terreno più fertile per gettare semi di rinascita e rigenerazione».

L’appuntamento di domenica è stato uno dei sette eventi che stanno proponendo riflessioni e dibattiti sulla “Laudato si”, l’enciclica del 2015 di papa Francesco sull’ecologia integrale, l’equità verso i poveri, la salvaguardia del Creato.

Ad organizzarlo l’ufficio di Pastorale sociale e del Lavoro della diocesi di Treviso, il “Centro di Spiritualità e Cultura Don Paolo Chiavacci”, l’associazione “Incontri con la natura per la salvaguardia del creato don Paolo Chiavacci”, la “Fondazione Opera Monte Grappa” e il Centro di formazione professionale di Fonte (Cfp). Il Centro Chiavacci fin dalle sue origini, promuove attività di studio, ricerca e formazione su questioni riguardanti l’incontro con la natura e la salvaguardia del Creato.

«Abbiamo capito che il nostro pianeta è malato – ha osservato Luca Fiorani –  e chi paga di più il conto sono i poveri. Se un evento meteorologico estremo provoca danni nel nostro Paese dotato di infrastrutture, ci sono meno morti che in un paese povero. Quindi i cambiamenti climatici sono un grande problema per il pianeta ma soprattutto per i poveri Ecco perché Papa Francesco ci invita ad ascoltare il grido della terra e dei poveri.  E’ anche un problema di modello di sviluppo. Ancora una volta papa Francesco ci invita a cambiare paradigma. Dobbiamo porre fine, sono sue parole, al mito del progresso materiale illimitato. Ce lo sta insegnando anche la crisi del Covid: stiamo vedendo che le nostre attività rallentano e l’aria è più respirabile. Dobbiamo capire che la felicità non è soltanto nei beni materiali. Il Papa ci invita alla sobrietà liberante».

E proprio la relazione tra “Laudato si”, pandemia e l’ultima enciclica del Papa “Fratelli tutti” «unisce e ci sprona ad agire» secondo il filosofo Leopoldo Sandonà. «L’enciclica “Fratelli tutti” ci dà delle indicazioni importanti su queste questioni etiche – ha sottolineato Sandonà – c’è una connessione profonda con la “Laudato si” e la crisi sanitaria. Il messaggio è la conversione ecologica e il dialogo che deve trovare spazio nei luoghi specifici. Il rischio da evitare è quello di avere un dialogo generico che non trova forme concrete di applicazione. E’ un grande richiamo, alle comunità, ai singoli, alle famiglie e a tutta la società civile».