Quando le parole salvano: un progetto di prevenzione tra i banchi di scuola

“Adolescenti sul filo” nasce da un gesto di responsabilità civile: un giovane trentenne, segnato dalla perdita di un amico, ha scelto di trasformare il dolore in azione, sostenendo la realizzazione di un progetto pilota di prevenzione dei comportamenti a rischio e del suicidio in collaborazione con il Consultorio Familiare Socio-Educativo FOMG per il Sociale. L’obiettivo: portare nelle classi uno spazio di condivisione e consapevolezza, con il coraggio di affrontare argomenti difficili in modo rispettoso e fondato — e per chi ne sentisse la necessità, continuare con un percorso di ascolto e supporto individuale.

Ragazzi durante gli incontri in classe Le cartoline del progetto

Il progetto ha attraversato alcuni dei temi più delicati dell’adolescenza contemporanea. Si è parlato di emozioni e di come imparare a riconoscerle, di comportamenti a rischio intesi non come semplici “stupidaggini” ma come segnali di bisogni profondi — appartenenza, riconoscimento, senso. Si è affrontato il tema del suicidio smontando i falsi miti più diffusi e imparando a leggere i campanelli d’allarme: il ritiro dalla vita sociale, i cambiamenti nel tono dell’umore, la perdita di interesse per le cose che prima piacevano. E si è riflettuto sul ruolo dell’adulto — genitore, insegnante, educatore — come figura capace di cogliere i segnali, stare nella relazione e fare da ponte verso chi può aiutare.

“Parlare di fragilità, di paura, di solitudine non fa paura — anzi, salva.”

Il progetto ha scelto di non lavorare solo con i ragazzi, ma di coinvolgere attivamente genitori, insegnanti e comunità educante. Perché la prevenzione ha bisogno di una rete che sappia osservare, dialogare e rispondere. Il personale scolastico è stato formato per svolgere un ruolo attivo di ascolto e intercettazione dei segnali di disagio, in raccordo con i professionisti del Consultorio.

L'albero della speranza con i messaggi dei ragazzi

L’albero della speranza — le cartoline utilizzate dai ragazzi per scrivere i messaggi

“Adolescenti sul filo” è stato un progetto pilota. Ma i semi piantati — nelle classi, nelle famiglie, nel territorio — sono reali. I ragazzi e le ragazze che hanno partecipato hanno imparato che le emozioni si possono nominare, che il disagio si può comunicare, che chiedere aiuto è un atto di coraggio. E gli adulti intorno a loro hanno ricevuto strumenti concreti per essere più presenti, più capaci di ascoltare, più pronti a fare da ponte.

L’ambizione è che questo progetto non si fermi qui: che possa estendersi ad altre scuole e ad altre realtà del territorio, portando con sé la convinzione che parlare apertamente di fragilità, di paura, di solitudine non faccia paura — anzi, salvi.

Adolescenti sul filo

Un progetto di prevenzione dei comportamenti a rischio e del suicidio in adolescenza

Progetto realizzato da:

Dott.ssa Valentina Favaro  |  Dott.ssa Giulia Marcon

Consultorio Familiare Socio-Educativo FOMG per il Sociale